Il progetto
Nell’ambito degli studi internazionali su bilinguismo e plurilinguismo, si è affermato il concetto di translanguaging, che implica l’inserimento delle lingue di origine in modo trasversale nella didattica, sia come supporto traduttivo e di valutazione per studenti neo-arrivati con limitate competenze in italiano L2, sia per studenti nati in Italia, al fine di promuovere una competenza bilingue, con ricadute anche sullo sviluppo della lingua italiana.
Dal punto di vista degli studenti con genitori italiani, l’esposizione a lingue diverse sostiene lo sviluppo di una consapevolezza e competenza pluriculturale e una riflessione metalinguistica sul funzionamento di altri sistemi linguistici, in linea con i documenti realizzati dal Consiglio d’Europa1 e con i documenti nazionali2. Questi ultimi, in particolare, offrono indicazioni operative per la gestione degli studenti con background migratorio e, superando l’idea di una sporadica educazione interculturale basata su stereotipi (Borghetti 2016), propongono progetti continuativi con focus sulla lingua.
1 “Guida per lo sviluppo e l’attuazione di curricoli per una educazione plurilingue e interculturale” (Beacco et al. 2016) e il CARAP, Quadro di Riferimento per gli Approcci Plurali alle Lingue e alle Culture (Candelier et al. 2013).
2 Indicazioni Nazionali per il Curricolo (2012), l’aggiornamento “Nuovi Scenari” di febbraio 2018 e “Linee Guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri” (2014).
Una ricerca-azione trasformativa
L'AltRoparlante si pone come una ricerca-azione di tipo trasformativo, che "[...] inverts the power position of researchers and teachers, as each brings their own expertise into the process, becoming co-learners” (García & Kleyn, 2016). L'idea di fondo è che i ricercatori non fanno ricerca SUGLI insegnanti ma CON gli insegnanti, mettendo loro a disposizione la "cassetta degli attrezzi" della ricerca etnolinguistica prima, e della didattica pluringue dopo, negoziando costantemente le strategie operative da attuare in classe.
Nel frattempo è stata condotta un’attività di public engagement assimilabile a interventi di micro-politica linguistica (Chua & Baldauf 2011), visitando la scuola di arabo della moschea di Serravalle, la scuola cinese di Empoli e incontrando le agenzie formative e le associazioni responsabili per la mediazione nei due contesti e i genitori. Sono stati stabili contatti con la stampa locale e informate e invitate le autorità locali ai vari eventi pubblici per estendere l'impatto del progetto oltre le mura della scuola.
Fasi di articolazione
Estate/autunno 2016: primi contatti I.C. di Serravalle Scrivia e Scuola primaria di Stabbia e incontri formali con Dirigenti Scolastici e insegnanti.
Inverno 2016/2017: incontri di formazione rivolti alle insegnanti e incontri introduttivi con i genitori degli alunni coinvolti.
Febbraio-maggio 2017: realizzazione di attività basate sul translanguaging e raccolta dati
Fine maggio - giugno 2017: Raccolta dati. Incontri finali con genitori, insegnanti , Dirigenti Scolastici e autorità locali per la presentazione dei risultati preliminari.
Da Dicembre 2017 : Allargamento della sperimentazione all'I.C. "Marco Polo" di Prato.
Maggio 2018: Raccolta dati (docenti).
Giugno 2018: Incontro finale con dirigenti e docenti delle tre scuole presso l'I.C. "Marco Polo" di Prato.
Da ottobre 2018: allargamento della sperimentazione all'I.C. "Bertolotti" di Gavardo (BS)
Da ottobre 2019: allargamento della sperimentazione all'I.C. "R. Gasparini" di Novi di Modena (MO)
1. La formazione
La formazione dei docenti ha seguito due modalità separate:
-percorsi di formazione iniziale con incontri in presenza presso le scuole coinvolte
-incontri di formazione longitudinale in presenza durante lo svolgimento di tutto il progetto.
La formazione iniziale ha previsto seminari specifici sulle seguenti tematiche:
- Bilinguismo e sviluppo cognitivo
- Strumenti di rilevazione etnolinguistica
- Ri-costruzione del curricolo in chiave plurilingue e democratica
-Attività didattiche di translanguaging
In questa sede vogliamo riportare anche l'esperienza spin-off parallela del corso online EduEtnoLing, che si è svolto durante l'anno scolastico 2017-2018, aperto a docenti anche di istituzioni di diverso grado (da scuola dell'infanzia a università) non afferenti esclusivamente alla rete de L'AltRoparlante.
La formazione longitudinale, invece, si è svolta (e si svolge) con cadenza bi-settimanale o mensile in presenza presso le scuole, tramite incontri di aggiornamento, in cui i ricercatori espongono i dati raccolti e condividono letture e sollecitazioni provenienti dal mondo accademico, confrontandosi con i docenti che a loro volta espongono riflessioni ed esperienze dal lavoro sul campo.
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2. La rilevazione etnolinguistica
Prima di procedere alla realizzazione della attività didattiche, il progetto prevede una ricognizione etnolinguistica delle classi. Questa fase preliminare è necessaria poiché spesso gli studenti, specialmente quelli di seconda generazione, tendono a non condividere il proprio repertorio plurilingue con la classe, per paura di essere sanzionati o per vergogna. Talvolta, pertanto, le docenti hanno difficoltà a comprendere il peso della lingua di origine nella vita degli studenti con background migratorio. Per far affiorare le lingue e i dialetti della classe, anche al fine di compiere un primo passo verso la legittimazione didattica di tutte le lingue, sono stati impiegati i seguenti strumenti di rilevazione etnolinguistica:
-Questionari di tipo socio-linguistico rivolto ai genitori.
-Questionari di tipo socio-linguistico rivolto agli studenti (solo per le scuole medie inferiori)
-Focus group condotti dai ricercatori con gli studenti (Vedi sezione Ricerca)
-Attività ludiche per l'emersione del repertorio plurilingue della classe (es: gioco del gomitolo delle lingue)
-Biografia linguistica tramite silhouette delle lingue. Modello scaricabile
(tratto da heteroglossia.net)
3. La progettazione didattica
La progettazione didattica è altamente personalizzata a seconda della classe in cui vengono realizzate le attività. Le docenti vengono seguite in modo individuale dal ricercatore, che offre spunti didattici e supporto traduttivo, oltre a presenziare o talvolta svolgere direttamente l'attività in classe insieme al docente. Nella scuola di Prato, il lavoro in classe è affiancato anche da tirocinanti.
Dopo una prima fase di accostamento del docente, il ricercatore svolge solo supporto nella progettazione longitudinalmente e il docente diventa autonomo nella messa in pratica della didattica plurilingue.
Generalmente le attività possono essere suddivise nelle seguenti categorie:
-Ricostruzione “ecologica” del paesaggio linguistico della classe (“linguistic scholscape”)
-Story telling multilingue da parte dei genitori, limitato non solo a narrazioni, ma esteso a storie biografiche o tematiche in più lingue.
-Attività su testi plurilingui di tipo narrativo, disciplinare e autobiografico (Cummins & Early 2011): utilizzando le piattaforme digitali multilingui offerte da alcuni libri di testo, si realizzeranno testi plurilingui e gli studenti saranno chiamati a collaborare per la soluzione di attività di comprensione e identificazione lessicale in tutte le lingue coinvolte, tramite lavoro laboratoriale con la LIM.
-Attività di rielaborazione in chiave plurilingue di tematiche di studio disciplinare tramite mappe concettuali, realizzazione di prodotti multimediali da parte degli studenti (power point, Prezi, e-books) e testi plurilingui.
Rimandiamo alla sezione "Didattica" per approfondimenti ed esempi di attività.
4. La ricerca e lo scambio accademico
Contestualmente alla progettazione e sperimentazione delle attività didattiche, è stato realizzato anche un apparato di monitoraggio e ricerca che coinvolge studenti e docenti.
Il progetto è stato presentato in diversi convegni nazionali e internazionali, come è possibile approfondire nella sezione "Ricerca".
Ringraziamenti

Dobbiamo ringraziare immensamente Maite Sanchez (City University di New York - Progetto CUNY-NYSIEB) che ha reso possibile un incontro a New York con Ofelia Garcìa, Kate Seltzer, Kate Menken e con le docenti e ricercatrici che lavorano al progetto Cuny-Nysieb.
Grande gratitudine a Silvia Minardi e all’Associazione LEND, che ci ha aiutato a calare il progetto in contesto italiano e favorito incontri con scuole, con docenti e con esperti europei per sciogliere dubbi metodologici e applicativi.
Ovviamente il “grazie” più sentito va alla rete stessa delle scuole dell’AltRoparlante, ai dirigenti, ai docenti e al personale A.T.A. che ci ha accolto e sostenuto. Ringraziamo anche le famiglie dei bambini coinvolti e gli studenti stessi, che ci hanno insegnato più di tutti, il valore dell’eguaglianza nella diversità.