Didattica
La ricostruzione dello spazio linguistico

In una prima fase si procede alla ricostruzione "ecologica" dello spazio linguistico e semiotico della classe e della scuola, attraverso delle attività di linguistic schoolscape (Gorter, 2017). Si individua uno spazio "fisico" plurilingue all'interno della classe e/o nei luoghi di socializzazione della scuola. Attraverso soluzioni diverse (dall'utilizzo di pannelli di polistirolo a strutture in cartone) viene creata la bacheca plurilingue. Le pareti della classe si arricchiscono, così, con parole/frasi nelle lingue degli alunni attraverso traduzione di elementi lessicali di base, di frasi ricorrenti e di lessico pertinente agli argomenti disciplinari affrontati in classe. Ogni docente può utilizzare lo spazio in modo diverso, a seconda delle necessità: la bacheca plurilingue può essere utilizzata per inserire spunti linguistici spontanei degli studenti, oppure guidati dai docenti. Può essere il luogo dove raccogliere e mostrare attività testuali plurilingui, oppure per affiggere mini-glossari che risultano utili anche come supporto traduttivo per studenti neo-arrivati.
Un esempio di progettazione della bacheca plurilingue? Scaricalo
Per monitorare lutilizzo della bacheca, abbiamo predisposto una scheda di osservazione apposita, utilizzabile autonomamente dalle docenti. Scaricala
Una variante della bacheca, da accostare a quest'utima, è il dizionario plurilingue, adottato da diverse classi per permettere agli studenti di "portare a casa" il plurilinguismo della scuola. I dizionari sono suddivisi in sezioni a seconda delle lingue/dialetti presenti e attraverso i suggerimenti degli studenti e la mediazione del docente, vengono scelti gli input linguistici da inserire, a seconda dellattività didattica che si svolge in classe.
Un'altra idea per arricchire lo spazio linguistico della classe in chiave plurilingue è la scatola delle parole o dei dialoghi. Se un docente lavora attraverso parole-chiave, oppure utilizza la "parola del giorno", o, seguendo il metodo del CIDI (Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti), lavora attraverso lanalisi dei dialoghi che avvengono anche fuori dalla classe, predisporre un contenitore apposito di questo materiale linguistico in tutte le lingue può essere unalternativa stimolante alla Bacheca plurilingue.
Le attività di translanguaging
Proporre un modello univoco di attività di translanguaging appare al momento difficilmente percorribile. Sussistono, infatti, numerose variabili, che rendono quasi impossibile pensare ad una “ricetta” per progettare una didattica orientata al translanguaging.
Ci sono, però, delle domande che un docente che intenda avvicinarsi a questo tipo di attività, deve porsi prima di delineare il lavoro.
Scarica le Domande Essenziali
Abbiamo predisposto un modello di rendicontazione delle attività, sulla base dell’esperienza dei nostri docenti e delle Domande Essenziali. Il modello è uno strumento utile per guidare il docente nella progettazione, ma non deve essere inteso come prescrittivo. Come si vedrà dai successivi esempi di attività, alcuni docenti hanno usato modelli diversi a seconda del loro stile di insegnamento.
Scarica il modello di rendicontazione dell’attività.
Story-telling
Nelle scuole coinvolte nel progetto sono stati coinvolti genitori e/o parenti di bambini di diverse nazionaità, i quali hanno collaborato con i ricercatori per realizzare attività di story-telling in classe. I genitori coinvolti hanno presentato narrazioni su storie di vita personale, su miti e leggende dei loro luoghi di provenienza, su proverbi o sul funzionamento della propria lingua. Cercando di evitare racconti di tipo “culturalista” (Dervin & Liddicoat 2013) in modo da rifuggire da eventuali visioni stereotipate dell’“altro da sé” e puntando sull’aspetto linguistico, è stato chiesto ai genitori di provare a fare narrazioni bilingui. Talvolta queste narrazioni sono state condotte prevalentemente in italiano e con uso sporadico di parole ed espressioni nella lingua o nel dialetto di origine; altre volte, invece, si è deciso di effettuare narrazioni completamente in lingua di origine, affiancando ai genitori un mediatore, che, optando per l’uso di una “mediazione creativa” (cfr. Sclavi 2003), ha tradotto prevalentemente in italiano, ma tralasciando alcuni termini in lingua di origine, in modo da suscitare l’interesse e la sensibilità linguistica di tutti gli alunni. In una fase successiva si può optare anche per una ulteriore attività basata sul testo “Cao Chong pesa l’elefante”, in modo da far familiarizzare gli alunni anche con un testo narrativo plurilingue di tipo scritto.
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Il lavoro sui testi plurilingui
Una parte centrale delle attività di translanguaging si basa su testi di varia tipologia. Proponiamo di seguito degli esempi svolti in classe.
- Prima classe della scuola primaria: un testo-esperienza in tutte le lingue
Nelle classi prime della scuola primaria, considerando il delicato passaggio dalla scuola dell’infanzia e il periodo centrale di educazione alla letto-scrittura, le docenti hanno orientato le attività di translanguaging principalmente intorno all’accoglienza e al coinvolgimento delle famiglie. Oltre a proporre materiale informativo sul bilinguismo a queste ultime (V. Bilinguismo Conta), e a lavorare sullo spazio linguistico della classe (schoolscape), attraverso pannelli e cartelloni plurilingui, per esporre gli studenti a tipologie alfabetiche diverse, sono state proposte attività basate sull’oralità e l’esperienza sensoriale diretta, in collaborazione con genitori e nonni.
Proponiamo qui un esempio, basato sul testo “Diversi amici diversi”, di Graziella Favaro, scelto dalle maestre Marita, Teresa ed Edy. Il focus del lavoro è di tipo linguistico, ma il testo, scevro da elementi interculturali stereotipati, si pone come una buona base per alimentare una riflessione con bambini e adulti sulla pluralità linguistica e culturale.
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- Un esempio di testo descrittivo plurilingue
Le attività di translanguaging possono essere inserite anche quando il docente segue approcci all'insegnamento come quello del Cidi (Centro di iniziativa Democratica degli Insegnanti). Lo dimostra l'esperienza fatta con la maestra Maria (scuola "Guasti" di Prato) con il testo descrittivo sull'orsacchiotto "Winny", che ci colloca entro un percorso più esteso basato sull'autobiografia, sfondo di tutto il lavoro del terzo anno della scuola primaria. Si inizia con attività lessicali plurilingui sulla parola "orsacchiotto" e su alcune parti del corpo, e successivamente si organizzano attività in piccoli gruppi su un testo prevalentemente in italiano, ma contenente anche parole e piccole espressioni nelle altre lingue della classe. Successivamente si richiede agli studenti di lavorare in gruppo nella produzione di un testo plurilinguedi tipo descrittivo e autobiografico.
La maestra Maria ha realizzato un video di sintesi sull'attività di redazione testuale plurilingue. Per vederlo, scrivile!
Schema attività
- Un progetto in chiave plurilingue: il bullismo e la convivenza in
classe

Alcuni docenti hanno deciso di inserire momenti plurilingui anche all’interno di attività progettuali specifiche su alcuni temi concordati. Per esempio, la maestra Antonella (Vedi Sezione Chi siamo) ha scelto di rivisitare il progetto di classe sul bullismo per creare degli spazi di translanguaging nelle lingue di origine e nei dialetti della classe. Pertanto, le Competenze sociali e civiche che rappresentano il fulcro educativo del progetto, sono state integrate con attività che hanno coinvolto tutte le lingue della classe, esercitando nella pratica, e non solo nel contenuto del progetto, una vera e propria forma di inclusione equa e di costruzione di un ambiente sereno.
Scheda
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La lettura di classe: spazi plurilingui in un libro
Spesso alcune docenti scelgono un "libro di classe" da leggere nel corso delle settimane a casa e a scuola, affrontando insieme alcune tappe narrative e di riflessione comune. La maestra Maura ha scelto "Io, Manola e l'iguana" di Alex Cousseau, un testo che parla di diversità e rispetto, in modo non stereotipato, ma profondo. All'interno del testo abbiamo individuato i punti rivisitabili in chiave plurilingue. Sono emerse attività lessicali e di riflessione metalingusitica e infine, abbiamo deciso di presentare agli studenti una provocazione...L'antagonista della storia, Mugugno, descritto come un personaggio con la testa piena di idee ammuffite e pregiudizi, ha un ultimo pensiero negativo: dice che solo la lingua italiana è importante, mentre le altre lingue sono strane e inutili. Dopo un minuto di silenzio, gli studenti hanno esposto oralmente il loro dissenso e successivamente hanno scritto delle brevi produzioni testuali nelle lingue della classe per argomentare le loro posizioni. Questo è un esempio di attività non solo linguistica, ma anche di riflessione sui diritti linguistici.
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- Facciamo teatro in tutte le lingue!
In contesti-classe con comunità linguistiche più omogenee, è possibile anche lavorare in fase iniziale in modo "monolingue" nella lingua di origine, con l'aiuto di un mediatore. Questo è molto utile quando gli studenti di origine straniera non hanno ancora tutti una competenza in lingua italiana molto alta. Ce lo ha dimostrato la maestra Sandra, in questa attività in cui, dopo una fase di lavoro "monolingue" in italiano, cinese e inglese, ha condotto la classe verso una restituzione plurilingue coinvolgendo anche le altre lingue presenti in classe, sia in fase di analisi del testo, sia in fase di vera e propria interpretazione teatrale del testo. L'attività ha prodotto schede di skimming plurilingue condivise tra gli studenti, un poster plurilingue con la sintesi della storia e una bellissima rappresentazione!
Vuoi vedere il video della rappresentazione? Chiedi alla maestra Sandra!*
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- I testi disciplinari: i Micenei in tutte le lingue
Anche quando si affrontano contenuti disciplinari nelle classi terze, quarte e quinte della scuola primaria, è possibile inserire degli spazi plurilingui che agevolano anche il transfer linguistico e di sapere disciplinare da una lingua all'altra. E' ciò che ha fatto la maestra Sandra nella sua classe quarta sul tema dei Micenei, utilizzando anche testi autentici in lingua cinese, e permettendo agli studenti lo studio e la rielaborazione di concetti sia in italiano sia in lingua di origine.
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- Dal testo disciplinare alla mappa concettuale plurilingue
Un altro modo per lavorare su un testo disciplinare è agevolarne la concettualizzazione in modo plurilingue, attraverso l'utilizzo di mappe. La maestra Rita ha proposto un lavoro di scienze su un testo relativo alla composizione del terreno. Mentre il testo è stato presentato in italiano, la mappa concettuale relativa è stato costruita in tutte le lingue della classe con l'aiuto dei genitori. Questo ha permesso la riflessione meta-linguistica sui legami logico-linguistici presenti nella mappa, che è stata anche un utile supporto per lo studio per studenti ancora in fase di apprendimento della lingua italiana.
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- Testo narrativo plurilingue
Nelle classi terze e quarte si possono sperimentare testi narrativi plurilingui con diversi livelli di mixing (sia sul piano frasale, sia sul piano sovrafrasale). Si può organizzare una unità didattica centrata su un testo narrativo scritto, all'inizio della quale si possono svolgere attività di familiarizzazione con campi lessicali plurilingui che verranno ritrovati nel testo. Successivamente si può procedere ad una attività di analisi di un testo in fase ricettiva, organizzando il lavoro in piccoli gruppi eterogenei dal punto di vista dei repertori linguistici. In una fase finale si possono realizzare attività di verifica della comprensione del testo e di rinforzo lessicale. Un esempio interessante è rappresentato dal testo "Hans il pescatore", sperimentato nella classe quarta della scuola primaria "Collodi" di Stabbia (Cerreto Guidi) con la maestra Anna Maria.
Schema attività
- Il testo giornalistico in chiave plurilingue

Nelle classi quinte della scuola primaria vengono affrontate diverse tipologie testuali, tra cui il testo giornalistico. Basandosi anche sugli spunti del libro di testo, la maestra Marilena ha proposto un lavoro plurilingue sul testo giornalistico basato sia sull'esplorazione dei giornali internazionali, sia sulla riflessione lessicale della terminologia specifica delle sezioni del giornale in tutte le lingue della classe. Ha proposto, poi, ad ogni studente con background migratorio, la produzione di un testo giornalistico in lingua di origine, per lo sviluppo delle multilingual literacy skills.
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- Il testo regolativo plurilingue
Proponiamo qui un'interessante attività basata su un testo regolativo plurilingue intitolato “Un gioco di equilibrio e concentrazione”, sperimentata con gli alunni della classe 4^ della scuola primaria "Guasti" di Prato, insieme alla maestra Rossella. L’obiettivo di questa attività è duplice: da un lato quello di sensibilizzare gli alunni alla familiarizzazione con elementi lessicali ed espressioni appartenenti al repertorio linguistico collettivo della classe; dall’altro lato quello di fare in modo che, attraverso la comprensione di un testo regolativo plurilingue che fornisce indicazioni sullo svolgimento di un gioco, gli alunni siano in grado di mettere in pratica il gioco e le sue regole. Attraverso attività basati su un lessico plurilingue, infatti, gli alunni, divisi in gruppi, possono affrontare un testo regolativo scritto in tutte le lingue della classe, che spiega le regole di un gioco. Una volta rimessi in ordine i paragrafi del testo, gli alunni dovranno poi dimostrare di aver compreso il testo, mettendo in pratica le regole del gioco! Questo tipo di testo si presenta quindi come prettamente multimodale e interdisciplinare. Se opportunamente modificati, i contenuti possono essere resi più complessi ed essere utilizzati anche con alunni di età superiori.
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- Uny dy san: proposte operative per la didattica plurilingue nella scuola del primo ciclo (2021)

ll volume raccoglie alcune tra le più significative attività didattiche plurilingui che, a partire dal 2016, alcune scuole del Primo ciclo (infaniza, primaria e secondaria di primo grado), aderenti al progetto l’AltRoparlante dell’Università per Stranieri di Siena, hanno ideato e svolto per valorizzare il plurilinguismo e impiegarlo come importante risorsa nell’insegnamento agli alunni della scuola italiana. Il volume è un vero e proprio itinerario attraverso un insieme di attività di insegnamento-apprendimento, e offre agli insegnanti tante attività ben descritte e illustrate che si possono impiegare/adattare facilmente alle lezioni quotidiane. Il progetto prevede l’integrazione graduale di attività orientate alla didattica plurilingue nelle lezioni curricolari, incorporando nel percorso educativo tutte le lingue presenti in classe (quelle degli studenti con background migratorio o bilingui emergenti, i dialetti, le lingue di studio ecc.).
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